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Il Trench Burberry: la storia di un capo evergreen


Oggi voglio puntare i riflettori su un capo intramontabile, che con il suo fascino e la sua storia, ancora oggi resiste nel tempo: il trench Burberry. Nonostante la veneranda età, e pur subendo trasformazioni e modifiche ad opera dei diversi direttori creativi che hanno diretto la Maison, non smette mai di essere un must-have, sempre alla moda e punto di riferimento tra i capispalla.

Trench Burberry: la nascita di un icona

Tutto ha inizio nel 1856, a Basingstoke in Inghilterra, quando il giovane sarto 21enne Thomas Burberry, apre il suo primo shop che porta il suo cognome. L’attività ha un gran successo e l’azienda si espande sempre più, tanto che Thomas inizia a sperimentare realizzando nuovi materiali. Il suo obiettivo principale è quello di creare un tessuto che protegga dalle condizioni climatiche tipiche britanniche. Nel 1879, infatti produce la gabardine, un tessuto unico, mai visto fino a quel tempo. Impermeabile, traspirante e comodo, brevettato successivamente nel 1888.

Da quel giorno, la gabardine, sarà utilizzata per realizzare capi adatti alle spedizioni, in ambito militare, nel settore dell’aviazione. La sua peculiarità di resistenza alle intemperie porta il marchio Burberry verso grandi successi e aperture di nuovi punti vendita. Nel 1891 apre la boutique Burberry & Sons a Londra.

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Il cappotto Tielocken

Il predecessore del Trench Burberry è il cappotto Tielocken che ha la particolarità di un solo bottone sul collo e si chiude con una cintura con fibbia singola. Per veder nascere il modello originale, bisogna aspettare il periodo della prima guerra mondiale. Funzionale, resistente e indistruttibile. Il trench possiede diversi accessori utili per agganciare attrezzature militari. Spalline funzionali con anelli, cintura con ganci e patte frangivento e antipioggia. Una capo rivoluzionario e originale.

Più tardi sarà inventata anche la celebre fantasia tartan, inserita come fodera del cappotti. Da allora il trench e il motivo tartan diventano must per tutte le collezioni. Thomas muore nel 1926, lasciando la casa di moda nelle mani dei figli.

Le sue creazioni saranno protagoniste di  grandi film come Casablanca e Colazione da Tiffany e nel 1955 diventa fornitore della Regina Elisabetta II.

 

Tra gli stilisti che hanno lavorato per la griffe: nel 1999, Fabien Baron, trasforma Burberry’s in Burberry; disegnando anche un nuovo logo.

Nel 2001 sarà il momento del designer Christopher Baley, fino al 2018 con l’avvento di Riccardo Tisci nominato direttore creativo.